Il prezzo della vita – Operazione salvataggio: il recupero di 10 cuccioli di ghepardo in Somaliland
In una piccola capanna nel cuore della savana del Somaliland, il silenzio è rotto solo da un debole squittìo. Dieci cuccioli di ghepardo, legati per una zampa, sono in attesa. Disidratati e spaventati, sono le giovani vittime del traffico di fauna selvatica che sta saccheggiando la natura selvaggia dell’Africa. Il loro dramma, avvenuto il 14 di agosto, è il culmine di un viaggio straziante, ma la loro storia, per fortuna, non finisce qui.
Il dramma del traffico di ghepardi
Il ghepardo (Acinonyx jubatus) che conta appena 7000 esemplari in natura, è il mammifero terrestre più veloce del pianeta, ma la sua corsa verso la sopravvivenza è minacciata dalla perdita di habitat e, in particolare oggi, dal commercio illegale. I cuccioli di ghepardo sono particolarmente vulnerabili, e vengono spesso strappati alle loro madri, che vengono uccise, per essere venduti come animali domestici esotici sul mercato principalmente mediorientale. Questo commercio minaccia l’intera specie, e condanna i cuccioli a una vita di prigionia, sofferenza e spesso, morte precoce.


La chiamata e la corsa contro il tempo
La speranza è arrivata sotto forma di una semplice telefonata il 14 agosto 2025. Chris Wade, Direttore responsabile del Centro di Soccorso e Conservazione dei Ghepardi (CRCC) nei pressi di Hargeisa, in Somaliland, ha ricevuto la segnalazione: “10 cuccioli di ghepardo in un villaggio a sud di Hargeisa, vicino al confine con l’Etiopia”. La notizia ha scatenato un’urgente mobilitazione.
“Appena ricevuta la chiamata abbiamo immediatamente attivato la squadra di soccorso”, racconta Chris. “Insieme al Ministero dell’Ambiente e dei Cambiamenti Climatici, unitamente al Corpo di Polizia siamo partiti il più velocemente possibile.” L’arrivo sul posto ha confermato le peggiori paure. All’interno di una piccola e buia capanna, la squadra ha trovato 10 cuccioli legati, alcuni con lacci talmente stretti da impedire la circolazione sanguigna, un’immagine che ha spezzato il cuore di tutti i presenti. I cuccioli, di età compresa tra le 6 settimane e 7 mesi, appartenevano a 4 diverse cucciolate. Erano deboli e disidratati, ma per fortuna non in condizioni disperate.
La missione era chiara: liberarli dalla prigionia e portarli al centro di recupero il più in fretta possibile. Ma persino nel mezzo di questa corsa contro il tempo, la burocrazia ha richiesto il suo spazio. Il team si è fermato per un’importante conferenza stampa con la Polizia, un’occasione per riaffermare e consolidare pubblicamente la collaborazione e la determinazione nel contrastare il crimine faunistico.
Grazie a questa operazione congiunta, due persone sono state arrestate.
I cuccioli sono arrivati al CRCC, dove il team ha potuto valutare meglio le loro condizioni con un controllo medico completo. La reidratazione e le prime cure sono state fondamentali per stabilizzare i piccoli sopravvissuti.
“Otto giorni dopo, stanno tutti bene,” afferma Chris con sollievo. La frase è semplice, ma racchiude un mondo di speranza. Queste giovani vite sono passate dall’essere merce di un traffico crudele e spietato a un simbolo di resilienza. La loro riabilitazione sarà un percorso lungo e complesso, che richiederà un impegno costante e uno sforzo enorme, fatto di cure veterinarie specialistiche, alimentazione adeguata e un ambiente sicuro. Il team del CRCC lavorerà intensamente per ripristinare la loro salute.
Per i cuccioli più grandi, l’obiettivo finale “potrebbe” essere ritrovare un domani, la libertà. Questa storia, seppur con il suo lato oscuro, ci ricorda che la lotta contro il commercio illegale di fauna selvatica necessita di un impegno costante, ma la collaborazione tra comunità, governi e organizzazioni come il CCF può fare la differenza. Ogni vita salvata è una vittoria, e per questi 10 cuccioli, la vittoria ha il sapore di un nuovo futuro.
Andrea Melandri, CCF Italia APS
