Cari Amici,
Ritrovarmi in Somaliland a contatto con 95 ghepardi che ho seguito sulla carta per quasi cinque anni e’ stata una bella emozione; cosi’ cerchero’ di trasmetterla anche a voi con una breve carrellata dei pochi giorni che ho passato finora in compagnia di coloro che gestiscono in modo eccellente il Centro di Soccorso e Conservazione del CCF.
Perche’ Centro di soccorso? Perche’ questi cuccioli sono stati ritrovati con azioni di intelligence qui nel Paese, e affidati immediatamente al CCF nel momento della loro confisca, con azioni abbastanza rocambolesche che forse qualcuno ricordera’ e che sono riportate sul nostro blog (azioni notturne, con il personale nascosto in un albergo, mentre il Ministero dell’Ambiente mandava i suoi addetti a recuperare il prezioso bottino….)
Ne e’ passato di tempo da allora! E ora?
Ora entra in gioco il Centro di Conservazione.
Dopo che questi cuccioli sono stati recuperati, – e molti di loro non ce l’hanno fatta, purtroppo -, le loro condizioni valutate, le terapie somministrate, piano piano si e’ passati ad un fase delicata ma importantissima, cioe’ il mantenimento della salute e il continuo monitoraggio dei valori essenziali dei cuccioli. che hanno subito serissimi danni durante le catture: malnutrizione, disidratazione, parassiti, ferite, contusioni, legature alle zampe…alcuni di loro hanno subito danni irreversibili, come Hanuman che ha subito l’amputazione della coda( a causa di una probabile porta chiusa senza attenzione dai bracconieri).
Per questo motivo, i ghepardi che sono di proprieta’ del governo, devono restare nel Paese e affidati solo al CCF che se ne assume tutte le responsabilita’
Attualmente ci sono 25 recinzioni di dimensioni notevoli che contengono diversi gruppi di ghepardi, spesso fratelli, ma sempre rigorosamente separati tra maschi e femmine: che vanno dagli undici mesi ai 5/6 anni.
Ogni ghepardo ha il suo carattere, ed e’ commovente assistere alle cure che danno gli addetti locali a questi splendidi animali: sono innamorati dei loro piccoli, li conoscono tutti e li chiamano per nome (personalmente non sono mai riuscita a riconoscere un ghepardo tra cinque fratelli) cosi’ come non ne hanno minimamente paura. Alcuni, soprattutto maschi, sono leggermente piu’ aggressivi, altri molto piu’ dolci, ma le battaglie si accendono al momento della distribuzione della carne. In quel momento, diventano estremamente combattivi!
Le cure quotidiane cui partecipo in questo mio soggiorno sono abbastanza lunghe al mattino,e meno nel pomeriggio. certamente perche’ alle 6,30 fa fresco, il sole sorge e si lavora bene fino alle 11 circa.
Sono stata affidata alle cure di Karlene Parrish che e’ la responsabile della clinica, e lavoro esattamente come lei tranne che per particolari azioni che richiedono la sua esperienza di infermiera e specialista di fauna selvatica. Io accetto di buon grado la bassa manovalanza, perche’ il rischio di contaminazione e’ alto quando si tratta di animali selvatici.
Restero’ ancora 6 giorni qui in Somaliland, e cerchero’ di riferirne appena mi sara’ possibile.
Saluti dal Somaliland!
Betty von Hoenning
Vi racconterò presto il seguito di questa straordinaria esperienza…
restate sintonizzati!











